Oggi: 21 ottobre 2018
(Ora legale)

Misura 2

Miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura

Misura 3

Miglioramento della qualità della produzione di olio e di olive da tavola

MOTIVAZIONI DEL PROGRAMMA

Analisi e considerazioni sulla situazione attuale dell’olivicoltura

Questo nuovo Programma di Attività nasce in un contesto non certo favorevole all’olivicoltura. La crisi economica generale, in primo luogo, ha un effetto rilevante anche sul bilancio delle aziende agricole e su quelle olivicole, per quanto ci riguarda in questa sede. D’altra parte, a livello internazionale, l’olivicoltura si sta espandendo anche in zone nelle quali la coltivazione dell’olivo era precedentemente sconosciuta e questo potrebbe avere nel breve – medio periodo degli sviluppi oggi non valutabili.

Va tenuto conto del fatto che questa espansione mondiale spesso è guidata da grandi ditte multinazionali, il cui obiettivo non è certo (o non solo) quello di introdurre l’uso dell’olio in queste nuove zone di produzione. L’investimento di una grande impresa è sempre finalizzato ad aggredire il mercato mondiale, con un olio di qualità comparabile a quello ottenuto nelle zone tradizionali di produzione, a costi più bassi e con quantità più elevate, in modo da conseguire una posizione di forza dal punto di vista commerciale.

La concorrenza mondiale, quindi, nei prossimi anni non è destinata a diminuire o ridurre la propria forza competitiva nei confronti delle nostre produzioni e dopo l’onda delle produzioni spagnole che hanno invaso il mercato negli ultimi anni dovremo probabilmente aspettarci altri prodotti, che potrebbero essere più competitivi anche dal punto di vista della qualità.

In ambito nazionale le ultime due campagne oleicole sono state abbastanza produttive, il che ha creato un abbassamento generalizzato dei prezzi a scapito di tutte le tipologie commerciali di olio oggi presenti sul mercato. Del resto, anche a causa della crisi economica mondiale, questo abbassamento dei prezzi non ha determinato un aumento del consumo di olio e questo è un ulteriore elemento negativo per gli operatori, in modo particolare per i produttori che non scaricano su nessuno i loro costi. Inoltre, come abbiamo già ricordato, i costi di produzione non sono certo diminuiti e questa compresenza di condizioni negative determina una situazione di sofferenza permanente per i produttori.

Ancora una volta, tuttavia, non rimane che una strada per fronteggiare questa situazione complessa e critica: Qualità del prodotto e professionalità da parte degli operatori. Questo è il valore aggiunto che bisogna mantenere costante e grazie al quale è possibile sperare di ritagliarsi alcuni spazi di mercato che siano adeguati al valore economico ed al pregio organolettico dell’olio prodotto in Italia.

Se torniamo a concentrare l’attenzione sull’olivicoltura ligure, rimarrebbero peraltro ancora molti aspetti su cui intervenire per abbattere alcuni costi o aumentare le rese. Ad esempio citiamo la frammentazione aziendale e l’incapacità di gestire in modo collettivo il processo di produzione, la diffidenza o indifferenza verso le innovazioni, la scarsa propensione a valutare con serenità e spirito critico il proprio prodotto, cercando di imparare a migliorare partendo dagli errori. Il Programma di Attività dell’ALO considera questi aspetti come prioritari e sulla base di queste considerazioni l’obiettivo è quello di un miglioramento costante, malgrado le numerose difficoltà ed asperità del terreno su cui si gioca la partita.

OBIETTIVI GUIDA E FINALITÀ GENERALI

In riferimento all’analisi delle azioni e delle singole attività svolte durante il triennio in via di conclusione, gli obiettivi – guida generali del nuovo Programma possono essere riassunti nei punti seguenti:

  1. controllo e razionalizzazione delle risorse umane ed economiche;
  2. maggiore attenzione alle esigenze pratiche delle aziende;
  3. ampliamento progressivo del numero di operatori coinvolti;
  4. uniformità ed equilibrio sul territorio regionale nella realizzazione del Programma;
  5. incremento e consolidamento del valore scientifico e tecnico delle attività.

La concretizzazione di questi obiettivi – guida passa attraverso due fasi operative. Una prima fase attraverso la quale si lavora all’analisi ed alla definizione di finalità più specifiche. Una fase seguente in cui vengono esplicitate e motivate le azioni prescelte, individuate e pianificate le attività, definiti i risultati ed i rispettivi indici di valutazione.

1. Controllo e razionalizzazione delle risorse umane ed economiche

Importante da questo punto di vista mirare alla diminuzione dei costi del personale, razionalizzando le attività di assistenza e l’incidenza del lavoro burocratico – amministrativo legato al rendiconto periodico delle attività. Anche la gestione delle aree dimostrative, essenziali per il PA, sarà rivista in funzione della economicità e della piena utilizzazione delle risorse economiche.

2. Maggiore attenzione alle esigenze pratiche delle aziende

Il coinvolgimento degli operatori, in questa fase di estrema difficoltà, si costruisce sulla fiducia reciproca e sulla utilità delle azioni che vengono definite e proposte. Mai come in questo momento le aziende devono poter contare su Programmi che siano in grado di soddisfare le loro esigenze pratiche. Bisogna quindi considerare con attenzione questo aspetto e cercare il giusto equilibrio tra la teoria e la pratica, tra i vincoli imposti dalle normative e la ricaduta delle attività e delle risorse a vantaggio delle aziende. In questo senso è necessario fare delle valutazioni e delle scelte che possono apparire anche troppo semplicistiche, quasi dequalificanti da un punto di vista tecnico e teorico. Bisogna soprattutto avere anche il coraggio di ammettere gli errori fatti in passato e sapere affrontare in modo critico e consapevole un percorso nuovo, basato più sulle esigenze espresse dalle aziende, ponendo in secondo piano le aspettative e le necessità (pur legittime) di chi ha il compito di fornire un servizio agli agricoltori (formazione, processi di certificazione, compiti di vigilanza e di controllo). L’intenzione di questo nuovo PA triennale è quella di semplificare il rapporto con i produttori, sostituire i meccanismi troppo complessi ed incomprensibili, dare alle azioni un significato ben preciso che possa essere percepito nella sua utilità immediata.

3. Ampliamento progressivo del numero di operatori coinvolti

La semplificazione e la razionalizzazione delle risorse deve avere come finalità una maggiore ricaduta sugli operatori e sul territorio che li ospita. Tradotto in termini pratici, i servizi di assistenza si devono porre come obiettivo, più che in passato, l’aumento del numero di operatori coinvolti. Tutto questo comporterà probabilmente un ridimensionamento delle teorie o dei mega progetti di qualificazione e certificazione delle produzioni e dei processi produttivi, ed una attenzione maggiore sui piccoli/grandi problemi quotidiani delle aziende, alle prese con i costi di produzione, con le normative igienico – sanitarie, con i vincoli burocratico – amministrativi, con le tecniche di produzione ed i processi dei trasformazione che possono condizionare la collocazione del prodotto sul mercato.

4. Uniformità ed equilibrio sul territorio regionale nella realizzazione del Programma

Abbiamo più volte ripetuto che il territorio ligure è geograficamente molto complesso e difficile, le sue asperità e le pendenze estreme rendono quasi impossibile la standardizzazione delle tecniche e del prodotto. Una delle esigenze principali è quindi quella di dover replicare le attività al fine di renderle il più rappresentative possibile per l’intero territorio regionale. Le scelte relative alla pianificazione ed alla localizzazione delle attività dimostrative o formativo – divulgative dovranno pertanto tenere conto di questa esigenza prioritaria.

5. Incremento e consolidamento del valore scientifico e tecnico delle attività

Se è vero quanto precedentemente affermato in relazione alla necessità di fornire un servizio di utilità pratica per le aziende, bisogna anche considerare che una determinata attività, per essere effettivamente utile ed efficiente non può essere improvvisata o lasciata al caso. Inoltre, l’utilità pratica ed i problemi delle aziende non sono sempre o per forza in contrapposizione con lo sviluppo e l’innovazione scientifica. Al contrario, preferiamo pensare che ancora oggi, malgrado le difficoltà che tutti conosciamo, la ricerca continui ad essere al servizio delle imprese. Tutti i programmi presentati in passato dall’ALO sono stati caratterizzati dalla presenza di una squadra di consulenti scientifici esterni, di livello universitario e fama nazionale ed internazionale, a cui sono stati affidati compiti precisi, in relazione alle suddette esigenze specifiche delle aziende olivicole. Questa presenza, che a nostro parere ha fornito un supporto decisivo per la qualità delle azioni presentate e realizzate, in questo nuovo PA sarà ampliata e consolidata, nel limite delle risorse economiche disponibili, nel tentativo preciso di dare alle attività pratiche una solida e qualificata base scientifica.